Home > musica > musica online

musica online

musica online
Musica online: qualcosa si muove col caso Qtrax

È un segnale importante l'annuncio da parte di Qtrax circa l'avvio, in accordo con le major (seguito però poi da secche smentite), del nuovo sistema di distribuzione musicale via p2p che prevede la possibilità di scaricare musica gratuitamente da internet grazie alla pubblicità.
Non possiamo sapere in che modo si concluderà la vicenda; ciò che ci interessa segnalare, invece, è che finalmente (seppur con tutte le difficoltà del caso) l'industria musicale sembra voler iniziare a prendere atto che non è più possibile opporsi al progresso, che continuare a richiedere ai legislatori di tutto il mondo sanzioni (anche penali) sempre più alte per chi infrange il diritto d'autore non è la strada giusta per risolvere il problema; si inizia anche ad ammettere che una piattaforma p2p può essere a tutti gli effetti legale poiché, come qualsiasi altra tecnologia, è di per sé neutra: diviene illegale solo se se ne fa un uso illecito.

 

Rimangono però ancora molte ombre. Alcune sono legate al sistema Qtrax stesso che, se riuscirà a raggiungere l'accordo con le major e se fornirà i propri servizi in Italia, dovrà evitare, a nostro avviso, di promuoverli come "gratuiti". Come, infatti, ha già avuto modo di precisare più volte l'Autorità Antitrust, ciò sarebbe ingannevole. E poco importa se al consumatore non viene chiesto di sborsare denaro per i brani musicali: alla base del sistema di Qtrax, c'è l'autorizzazione da parte degli utenti ad utilizzare i loro dati personali per finalità pubblicitarie. Non c'è quindi gratuità, e sarà bene che i termini dell'accordo siano presentati con estrema chiarezza e trasparenza ai consumatori italiani.

Allo stesso modo Qtrax non potrà esimersi (come sembra fare oggi) da ogni responsabilità per eventuali problemi di sicurezza nei pc (o danneggiamenti ai sistemi informatici dei propri clienti provocati dal suo software), né tantomeno potrà chiamarsi fuori per eventuali violazioni alla privacy degli utenti stessi.
Altre ombre rimangono sul modello di business che si vuole adottare nella distribuzione dei contenuti digitali. Noi, lo abbiamo detto più volte, siamo contrari ai "walled garden" (giardini recintati), e crediamo che il mercato debba essere grande e vasto come Internet. L'idea di Qtrax, dunque, pare buona, ma dipenderà molto da come sarà implementata e se sceglierà di rispettare i diritti dei consumatori. Staremo a vedere ma siamo convinti che non basterà a risolvere il cuore del problema: occorre trovare al più presto un accordo sull'interoperabilità, quella vera.

Nei recenti lavori della Commissione Gambino (presso il Ministero dei Beni Culturali) abbiamo sostenuto che il principio di interoperabilità andrebbe addirittura costituziuonalizzato, visto il livello di importanza che in un mondo digitale e convergente oramai ha assunto. Se i vari stakeholders (le parti in gioco) raggiungessero un accordo sull'interoperabilità otterremmo ad esempio che chi inventa servizi come quello di Qtrax non sarà più costretto ad occuparsi anche della infrastruttura di distribuzione; per il consumatore invece il vantaggio sarà quello di poter accedere a questo e ad altri servizi senza dover necessariamente acquistare un nuovo dispositivo.

Detto questo, non possiamo esimerci da rilevare con una certa tristezza come IFPI (ovvero la federazione internazionale dei discografici), nell'anno di grazia 2008, dopo che si è perso così tanto tempo, commentando la sentenza di ieri della Corte di Giustizia sul caso Promusicae dichiari ancora "il furto su internet delle opere coperte da diritto d'autore è a oggi il solo e più grande ostacolo allo sviluppo dell'industria musicale" quando, invece, appare ormai evidente, ed è confermato dal caso Qtrax, che il problema è un altro, e cioè trovare finalmente un nuovo modello per distribuire legalmente i contenuti online, in modo che siano adeguatamente remunerati gli autori ma, allo stesso tempo, rispettati i diritti dei consumatori.