Marketing Insieme di attività volte a portare beni o servizi dal produttore al consumatore. Il marketing è oggi molto più diffuso e capillare di un tempo: se le prime tecniche di marketing intervenivano solo dopo la fase di produzione occupandosi del percorso delle merci fino al punto vendita, nelle moderne imprese di grandi dimensioni queste precedono il processo produttivo e implicano una complessa serie di attività, come le ricerche di mercato e lo sviluppo, la progettazione e il controllo del prodotto.
Il marketing opera soprattutto sui consumatori cercando di influire sui loro bisogni e desideri, informandoli della disponibilità sul mercato di determinati prodotti o delle loro caratteristiche, mettendo a punto strategie di persuasione all’acquisto e, infine, elaborando reazioni che confermano il consumatore nella soddisfazione per l’acquisto fatto. Il marketing comprende decisioni di pianificazione, organizzazione, direzione e controllo relative alle linee di prodotto, oltre a determinazione dei prezzi, attività promozionali e fornitura di servizi. Di gran parte di queste aree il marketing ha controllo completo; in altre, come lo sviluppo delle linee di prodotto, la sua funzione è soprattutto di consulenza. Il dipartimento di marketing di un’impresa si occupa anche della distribuzione materiale delle merci, decidendo i canali di cui servirsi e controllando il deflusso dei beni dalla fabbrica o dal magazzino.
Confezione del prodotto
Una linea di prodotti è composta da articoli simili per stile o design, ma differenti per dimensione, prezzo e qualità. Una linea di prodotti deve rispondere ai bisogni e ai desideri dei consumatori.
Al fine di sviluppare efficacemente una linea vengono condotte ricerche di mercato tese a conoscere il comportamento e le aspettative dei consumatori. Il cambiamento dei comportamenti e dello stile di vita ha un’influenza diretta sulla vendibilità dei prodotti: la moda degli abiti informali, ad esempio, ha introdotto mutamenti radicali nel modo comune di vestire.
La domanda di beni è molto diversa anche a seconda della fase del ciclo economico che una società attraversa: nei periodi di recessione l’acquisto dei beni durevoli (frigoriferi, automobili, abitazioni ecc.), viene, di norma, posticipato, mentre può aumentare rapidamente nelle fasi espansive dell’economia (caratterizzate da maggiori redditi pro capite). Per contro, generi di prima necessità quali cibo e vestiario risentono meno delle fluttuazioni del ciclo economico.
La quantità di reddito eccedente quello destinato a beni necessari (cibo, casa e vestiario), influenza le scelte d’acquisto dei cosiddetti beni di lusso.
Il ciclo di vita dei vari prodotti deve essere accuratamente indagato. Infatti tutti i beni perdono, col tempo, l’elemento di novità che aveva attratto gli acquirenti. I produttori, poi, possono addirittura accelerarne l’obsolescenza introducendo caratteristiche nuove che rendono i nuovi prodotti più desiderabili.
Il fatto che oggi i clienti esigano un certo grado di innovazione (novità) influisce notevolmente sulla commerciabilità nel tempo di un prodotto, quindi sulle sue spese di fabbricazione e, in definitiva, sul suo prezzo al pubblico.
Prezzo
Le due componenti principali della determinazione del prezzo sono i costi di produzione e (nelle vendite) la concorrenza: il prezzo di vendita non deve essere inferiore ai costi di produzione sostenuti né superiore a quello di merci simili. Altre variabili concorrono tuttavia a determinare il prezzo: l’esigenza che i nuovi prodotti garantiscano un profitto minimo o che gli investimenti producano un certo rendimento o, ancora, la pratica di sconti ai compratori di grandi quantità.
Poiché in vari stati si tende all’adozione di una disciplina giuridica che limiti, o addirittura vieti, i tentativi di accordo sui prezzi di rivendita dei prezzi praticati da grossisti e dettaglianti (questo tipo di controllo può essere esercitato solo dai produttori più grandi che dispongano di propri punti-vendita), le decisioni sul prezzo all’interno di ogni industria vengono riviste dall’ufficio legale del dipartimento di marketing.
Promozione
Pubblicità, vendita personale o diretta e promozione delle vendite sono i metodi di induzione all’acquisto. Obiettivo primario della pubblicità è pre-vendere il prodotto, cioè convincere i consumatori ad acquistare un articolo prima ancora di averlo visto ed esaminato. La maggior parte delle imprese considera questa funzione così importante da destinarvi somme ingenti e da rivolgersi a speciali agenzie pubblicitarie per sviluppare i propri programmi di pubblicità. Mostrando ripetutamente al consumatore il marchio di fabbrica, o trademark, l’immagine del prodotto ed esaltandone le qualità, i pubblicitari sperano di indirizzarne la preferenza verso quel prodotto. I mezzi più utilizzati sono: televisione, radio, giornali, insegne, cataloghi e pubblicità per corrispondenza. Negli ultimi anni del XX secolo, agenzie specializzate si sono sempre più spesso unite per assumere dimensioni maggiori e poter, così, offrire ai clienti una gamma completa di servizi diffusi in tutto il mondo.
Sul fronte della vendita personale o diretta, i cui costi sono andati aumentando, i compiti degli addetti alle vendite sono cambiati: i commessi si occupano della semplice transazione, mentre per i prodotti complessi che necessitano di spiegazioni accurate o di personalizzazioni si ricorre ai venditori veri e propri. Ad esempio, nella vendita-tipo di un’automobile l’attività del personale di vendita è incentrata sul concordare prezzo e termini di pagamento, ma il prodotto vero e proprio è già stato venduto tramite la pubblicità.
Scopo delle promozioni, di importanza crescente nel marketing, è integrare e coordinare pubblicità e vendita. Per favorire il collocamento dei prodotti sul mercato spesso è necessario favorire un lavoro a stretto contatto con i rivenditori, che devono essere al corrente delle qualità dei prodotti (e con i quali può essere messo a punto un programma cooperativo di pubblicità). Le promozioni destinate ai compratori comprendono pertanto sempre più incentivi come i buoni-sconto, i concorsi a premi o prezzi ridotti all’acquisto di un secondo articolo (vedi Vedi anche Merchandising).
Distribuzione
Alcuni prodotti sono venduti meglio se direttamente dal produttore al consumatore. Tra questi vi sono beni durevoli come i computer, le attrezzature per l’ufficio, i macchinari e le forniture industriali, gli aspirapolvere e le assicurazioni sulla vita. Per articoli come i cosmetici e i prodotti per la casa è molto importante la vendita diretta, che di solito era condotta mediante visite porta a porta, e ora viene proposta mediante la tecnica degli incontri di gruppo organizzati in case private.
Comprendendo, ormai, tutti i tipi di beni e servizi e corredandoli di informazioni esaurienti, la vendita diretta per corrispondenza è apprezzata per il risparmio di tempo che comporta e per il fatto che rende possibili i confronti tra prodotti.
Questo tipo di marketing consente ai rivenditori di estendere l’attività molto al di là della loro zona e con spese minime. Rilevante per il successo di questa formula è risultata la diffusione delle carte di credito, che hanno reso possibile l’acquisto per posta o per telefono.
La televisione, potente mezzo che permette di mostrare l’utilizzazione dei prodotti, sta riscuotendo, insieme alle reti interattive, un successo crescente nella vendita diretta. Anche il marketing telefonico, detto telemarketing, va ritagliandosi la propria nicchia nel campo della vendita diretta.
Gran parte delle merci segue però ancora il percorso tradizionale produttore-grossista-dettagliante-consumatore: determinare le tappe del processo distributivo è un’altra decisione importante di competenza del marketing.
In genere i grossisti distribuiscono ai dettaglianti i prodotti in grandi quantità. Tra i rivenditori, però, alcuni sono cresciuti in misura tale da trovare più conveniente trattare direttamente con i produttori anziché con i grossisti. Questi ultimi hanno reagito cercando di aumentare i volumi di attività e accontentandosi di minori margini di profitto. I piccoli dettaglianti, invece, hanno cercato di reagire organizzandosi in cooperative all’ingrosso, associazioni volontarie di rivenditori che riescono ad approvvigionarsi direttamente alle fonti di produzione a condizioni più favorevoli e con maggior facilità.
Il commerciante al dettaglio ha subito mutamenti anche maggiori. La vendita intensiva effettuata direttamente dai produttori e lo sviluppo di attività che necessitano di un’assistenza minima, come il prelievo diretto delle merci dagli scaffali nei grandi magazzini, hanno drasticamente cambiato la fisionomia del commercio al dettaglio. Supermercati e discount sono ormai luoghi dove è possibile trovare i beni più disparati. Recentemente la vendita al dettaglio effettuata nei magazzini delle aziende è diventata il sistema cui più si ricorre per vendere beni molto costosi come mobili e apparecchiature elettroniche. Lo scopo è quello di generare movimento nei negozi, accelerare le transazioni ed espandere velocemente il volume d’affari. Le catene di negozi, cioè i gruppi di negozi con un solo proprietario, e le cooperative si sono moltiplicate.
Servizi
Diversamente dai prodotti, i servizi sono beni immateriali: fornire un servizio è, ad esempio, provvedere al lavoro, all’alloggio o all’assistenza desiderati da un consumatore, il quale è disposto a pagare per esso esattamente come per un prodotto materiale (Vedi Beni immobili, Beni di consumo). Nelle economie avanzate il settore che li fornisce, detto “terziario”, impiega un numero di occupati maggiore di quelli addetti alla produzione. I servizi di cui si usufruisce più comunemente sono la manutenzione, le riparazioni, i trasporti, i viaggi, le attività ricreative, l’istruzione e le cure mediche. Tra i servizi per l’impresa: i servizi di elaborazione elettronica, le consulenze aziendali, i servizi bancari, legali e di contabilità, l’intermediazione finanziaria e la pubblicità.
Oltre ai prodotti anche i servizi hanno bisogno del marketing: il marketing dei prodotti e quello dei servizi procedono, di solito, di pari passo. I servizi vanno progettati e sviluppati attentamente per rispondere alla domanda del consumatore, ma, poiché è più difficile vendere qualcosa di intangibile, le campagne promozionali devono essere più aggressive di quelle concepite per le merci.
Ricerche di mercato
Comprendono indagini, test e statistiche per analizzare l’orientamento dei consumatori e fare previsioni sulla dimensione e la localizzazione del mercato potenzialmente favorevole all’acquisto di beni o servizi. In queste ricerche sono utilizzate sempre più frequentemente le scienze sociali: la psicologia e la sociologia, ad esempio, fornendo indicazioni su attività, bisogni, motivazioni e desideri dei consumatori, offrono una chiave di lettura dei loro comportamenti.
Mutuato da altre discipline è anche l’uso delle statistiche e dei computer per valutare la desiderabilità dei vari prodotti per i consumatori e la capacità delle possibili innovazioni del prodotto di incrementare le vendite.
Fattori che influenzano il marketing moderno
Il rapido e continuo cambiamento di interessi e desideri da parte dei consumatori ha una grande influenza nella teoria del marketing. Vari fattori, fra cui la maggiore istruzione, i viaggi, le più numerose occasioni di interazione con altre persone e la diffusione di riviste specialistiche dedicate alla valutazione di pregi e difetti dei prodotti hanno reso i consumatori di oggi più sofisticati, più esigenti nella domanda, più volubili e più informati.
I mercati vengono suddivisi in segmenti per meglio aderire alla domanda. “Posizionare” un prodotto – determinare cioè l’esatto segmento di popolazione che ha probabilità di acquistare un certo prodotto e proporne un’immagine adatta a quel particolare segmento – richiede una cura e una pianificazione adeguate.
Al crescere del numero di imprese che producono beni simili (e che cercano di differenziare il proprio prodotto da quello dei rivali), la concorrenza si è fatta sempre più agguerrita. I margini di profitto (la percentuale di ricavo per unità venduta) vengono costantemente erosi. Mentre i costi aumentano, la concorrenza tende ad abbassare i prezzi. Ne risulta una distanza sempre minore tra costi e prezzi al consumo, il che rende necessario incrementare i volumi di vendita per realizzare un profitto.
Il movimento dei consumatori costituito da piccoli gruppi che compiono indagini sulla qualità di beni e servizi, sta consolidando la propria influenza sul marketing, soprattutto nei paesi di lingua inglese. Sia i gruppi di consumo sia gli enti pubblici hanno intensificato i controlli su elementi quali il design, la durata e la validità della garanzia, le tattiche promozionali.
Anche le tematiche legate all’ecologia rivestono un ruolo di rilievo, specialmente per i costi delle modifiche dei prodotti imposte da motivi ambientali (Vedi Ambiente, trattati internazionali). Persino il modo in cui un’azienda s’inserisce nella vita pubblica e reagisce a questioni sociali e politiche, è diventato significativo. Una società non può più infatti nascondere all’opinione pubblica le proprie decisioni interne motivandole come affari privati. A volte, la disapprovazione della condotta di un’azienda da parte del pubblico ha determinato un calo delle vendite, mentre queste hanno risentito favorevolmente di un’immagine aziendale positiva e di buone relazioni con il pubblico.
Sviluppi del marketing specializzato
Il successo del marketing specializzato ha spinto molte delle organizzazioni di più antica data a rivedere i propri metodi operativi. Negli ultimi tempi, ad esempio, il franchising è diventato una forza importante nella distribuzione al dettaglio: con questo sistema viene concesso a un solo negozio entro una certa area il diritto esclusivo di vendere una marca di prodotti.
Molti consumatori trovano ora preferibile noleggiare dei beni piuttosto che acquistarli; ciò accade anche per le imprese, che trovano conveniente affittare computer e macchinari industriali, assicurandosi così i servizi di manutenzione, di riparazione e la possibilità di sostituire le attrezzature quando saranno rese obsolete dalla comparsa di un modello più aggiornato.
L’uso del credito riveste grande importanza per il marketing: i clienti che possiedono una carta di credito possono fare acquisti senza dover pagare in contanti, fatto che stimola le vendite.
Le imprese devono dunque adoperarsi ogni giorno per superare la concorrenza; i metodi di cui dispongono per differenziare i propri beni trovano un limite solo nella loro inventiva. Diversi sono i metodi praticabili: un miglioramento dei prodotti, una campagna promozionale originale, un nuovo tipo di assistenza, un cambiamento dei canali distributivi o un allettante aggiustamento del prezzo.
Le professioni del marketing
Forse nulla è più determinante per il successo di un’impresa dell’immagine che comunica di se stessa al pubblico. Le attività di marketing di una società, agendo direttamente sul consumatore, contribuiscono molto a modellare quest’immagine e vanno perciò sviluppate con grande cura. Poiché il marketing è diventato sempre più complesso, si ricorre a esperti di scienze sociali con nozioni di statistica, matematica e informatica; in molte università esistono dei corsi per la formazione di responsabili del marketing.
Negli anni Ottanta e Novanta, caratterizzati dall’intensificazione della concorrenza, i dipartimenti aziendali di marketing hanno dato spesso un sostanzioso contributo alle vendite e di conseguenza la loro rilevanza nelle decisioni strategiche dell’impresa si è accresciuta. Tutto lascia presagire che questa tendenza continuerà nel futuro e che un numero sempre maggiore di professionisti del marketing si inserirà nei vertici aziendali.
Azienda (Latino facienda, “cose da fare”), complesso di persone e beni che operano per la realizzazione di un fine economico. Il concetto di azienda, nel settore privato, è importante dal punto di vista giuridico in quanto identifica nel suo complesso l’impresa in rapporto alla propria amministrazione (vedi Contabilità aziendale, Bilancio aziendale). Nel settore pubblico si parla di aziende municipalizzate, nel caso in cui l’amministrazione comunale crei un’impresa per la gestione di servizi come l’erogazione del gas, i trasporti, le onoranze funebri, e di aziende autonome, quando è lo stato o una regione a creare un’impresa per l’esercizio di un servizio pubblico, riconoscendole ampia autonomia finanziaria e amministrativa.
Impresa Insieme di operazioni complesse riguardanti le attività di produzione, distribuzione e vendita di beni e servizi che soddisfano i bisogni del consumatore e generano profitti per il venditore. L'intera attività produttiva è oggi nelle mani di imprenditori e uomini d'affari che organizzano e dirigono le imprese al fine di realizzare un profitto. Dagli inizi della rivoluzione industriale, modi antiquati di gestire le imprese sono stati soppiantati da nuove forme di organizzazione aziendale, più flessibili, efficienti e redditizie. Indichiamo di seguito le principali forme di configurazione delle imprese.
Impresa individuale
Il proprietario è l'unico responsabile dell'impresa, del suo successo o del suo fallimento. Nessun ramo d'affari gli è precluso, a meno di espliciti divieti legali. Sebbene presenti indubbi vantaggi per le imprese di piccole dimensioni, questa forma di organizzazione non è idonea per quelle più grandi. In primo luogo, un unico proprietario raramente è in grado di investire i capitali di cui dispongono, invece, le società per azioni. In più, costui corre il rischio concreto di perdere tutto il proprio patrimonio in quanto personalmente responsabile dei debiti dell'impresa: si definisce, infatti, soggetto a responsabilità illimitata.
Società semplice
Associazione di due o più persone, chiamate soci, che concordano di mettere in comune attività finanziarie, immobili, lavoro, competenze tecniche. L'accordo formale prende il nome di contratto societario e precisa le politiche generali, la distribuzione dei profitti, le responsabilità fiscali e la durata della società. Tutti i soci si dividono l'onere di perdite e debiti, salvo il caso della società in accomandita, in cui la responsabilità finanziaria grava completamente su di un solo socio.
Società per azioni
Forma di organizzazione nata per colmare i punti deboli dell'impresa individuale e della società semplice. Il diritto societario di ogni paese stabilisce i requisiti necessari per la costituzione di una società. Soddisfatti questi, viene rilasciato l'atto costitutivo (che conferisce alla società personalità giuridica). Vedi Diritto delle società.
Le unioni fra le imprese possono venire classificate in vario modo. L'integrazione verticale concentra imprese coinvolte in fasi diverse e successive dei processi di produzione o vendita di un prodotto. L'integrazione orizzontale unifica il controllo di imprese impegnate nella vendita di prodotti simili o uguali. Quando i beni sono simili ma non in diretta concorrenza tra loro, ha luogo la cosiddetta integrazione complementare. La conglomerazione aggrega imprese operanti in settori molto diversi, come nel caso di società produttrici di automobili che possiedano case editrici o industrie alimentari. L'aumento della concorrenza induce nuove e più complesse forme di combinazione tra imprese. La fusione per incorporazione è l'assorbimento di una o più società da parte di un'altra. Nella fusione per unione, invece, le aziende coinvolte si estinguono e danno vita a una nuova società.
Quando i consigli d'amministrazione di due o più società sono formati dagli stessi membri si parla di consiglio d'amministrazione incrociato. Si ha una comunione d'interessi quando un ristretto numero di persone che condivide anche altri interessi detiene azioni di due o più società. Una forma di concentrazione contraria ai principi delle leggi sulla concorrenza è il cartello, in cui imprese private si associano volontariamente con lo scopo di stabilire e coordinare le condizioni di vendita. Può riguardare la fissazione del prezzo, la limitazione della produzione, la spartizione dei mercati, la condivisione dei profitti. Di grande importanza sotto il profilo economico sono le imprese multinazionali. Queste svolgono un'ampia gamma di attività e possiedono impianti di produzione su vasta scala in tutto il mondo; a volte i loro ricavi giungono a superare i redditi totali di alcuni dei paesi in cui operano.
Regolamentazione dell'attività economica da parte del governo
La tutela dell'interesse pubblico rende necessario assoggettare l'organizzazione e l'attività delle imprese al controllo del governo, che emana leggi allo scopo di garantire la libera concorrenza nella produzione e nel commercio. I cartelli e le pratiche monopolistiche sono vietati per legge, sia a livello nazionale, sia nell'ambito dell'Unione Europea.
Contabilità Processo di identificazione, misurazione, registrazione e divulgazione delle informazioni economiche di un’organizzazione o di un ente. La contabilità si avvale di una serie di registrazioni effettuate sulla base di determinati principi contabili e fornisce le informazioni necessarie alla redazione dei rendiconti finanziari.
Le registrazioni contabili personali generalmente sono effettuate con un semplice sistema a entrata unica, in base al quale ogni valore viene registrato in colonna, specificando la data della transazione e la natura dell’operazione. La contabilità delle organizzazioni, invece, è basata sul sistema della partita doppia, in cui ogni transazione è registrata sulla base del duplice effetto che produce sulla posizione finanziaria dell’azienda, sui risultati d’esercizio o sull’una e sugli altri. Le informazioni riguardanti la posizione finanziaria dell’azienda sono presentate nello stato patrimoniale, mentre il conto economico rileva il reddito risultante dalle operazioni effettuate in un determinato periodo. Questi documenti contabili forniscono informazioni sulla situazione passata e costituiscono la base per le previsioni sull’andamento futuro dell’impresa.
Storia
I metodi della contabilità, creati per far fronte alle esigenze determinate dallo sviluppo del commercio e dall’allargamento dei mercati, risalgono al Medioevo. Il metodo della partita doppia venne adottato in alcune città italiane fin dal 1340, epoca a cui risalgono i primi documenti di questo tipo ritrovati a Genova.
La prima opera pubblicata, in cui vennero definiti i principi della contabilità, rimasti sostanzialmente invariati nel tempo, fu scritta dal matematico Luca Pacioli nel 1494. Altri contributi, riguardanti la formulazione dei concetti di attività, passività e reddito, furono pubblicati nel corso del XVI secolo in Italia, Germania, Olanda, Francia e Inghilterra.
La rivoluzione industriale rese necessaria l’elaborazione di strumenti tecnici e adeguati metodi di registrazione contabile capaci di soddisfare le esigenze della produzione di beni e servizi di massa. Inoltre, con la comparsa verso la metà del XIX secolo delle grandi imprese e delle società per azioni, amministrate da professionisti per conto dei proprietari, il ruolo della contabilità fu ridefinito.
Dalla metà del XX secolo le registrazioni contabili vengono eseguite in modo prevalente dai calcolatori; oggi, sempre più frequentemente il termine data processing si riferisce anche alla contabilità.
Informazioni contabili
Le informazioni contabili possono essere classificate in due categorie: finanziarie (pubbliche) e gestionali (interne).
Nella prima categoria rientrano le informazioni contabili che sono destinate a entità esterne all’impresa, quali, ad esempio, azionisti, creditori, fornitori, commissioni di controllo, analisti finanziari e associazioni di categoria, oltre che ai manager e ai dirigenti dell’azienda. Generalmente queste informazioni riguardano la situazione finanziaria, di liquidità e redditività dell’impresa.
Le informazioni gestionali o interne, che generalmente non vengono divulgate, includono i dati contabili riguardanti la redditività, l’efficienza e la produttività, la pianificazione e il controllo di gestione, le politiche di prezzo e le previsioni di reddito. Lo scopo delle informazioni finanziarie o pubbliche è soddisfare i bisogni informativi di utenti esterni, mentre le informazioni gestionali o interne forniscono all’impresa stessa una serie di rapporti specifici in base alle differenti divisioni o funzioni aziendali.
Contabilità specifica
Le tre più importanti aree della contabilità riguardano: la revisione, le imposte sul reddito e la contabilità specializzata delle organizzazioni non aventi scopo di lucro.
La revisione contabile riguarda l’esame, effettuato da personale specializzato esterno, delle scritture e dei documenti contabili al fine di verificare l’esattezza e l’attendibilità dei dati relativi alla situazione finanziaria dell’impresa.
La seconda area è inerente alle imposte sul reddito. La preparazione della dichiarazione dei redditi comporta la raccolta di informazioni e la presentazione dei dati e viene spesso affidata dalle aziende a professionisti esterni.
La terza area della contabilità specializzata riguarda le organizzazioni senza fine di lucro, quali le università, gli ospedali, le chiese, le associazioni di categoria e determinate aziende pubbliche. Queste organizzazioni, a differenza delle imprese che hanno scopo di lucro, richiedono metodi particolari nelle registrazioni e misurazioni contabili e nella presentazione della situazione finanziaria.
Relazione finanziaria
La funzione tradizionale della relazione era quella di fornire ai proprietari informazioni sull’azienda che essi possedevano e gestivano. Tuttavia, una volta generalizzatasi la pratica di separare la proprietà dalla gestione aziendale, affidata a manager professionisti, la funzione principale della relazione finanziaria divenne quella di informare i proprietari sull’attività e sull’efficienza della gestione degli amministratori, in termini sia di conservazione del patrimonio sia di profitti realizzati.
Attualmente l’attività di elaborazione delle relazioni finanziarie è orientata a soddisfare le esigenze degli investitori istituzionali o individuali, i quali sono più interessati alle previsioni del futuro andamento dell’azienda che a valutazioni dell’amministrazione in senso tradizionale.
Principi contabili
La contabilità può essere vista come un insieme di dottrine, principi e convenzioni generalmente accettati. Questi principi contabili si sono evoluti nel corso del tempo e solo negli ultimi decenni sono stati recepiti dalle leggi. Di seguito vengono elencati i principi contabili fondamentali.
Il concetto di entità
Afferma che ogni voce di bilancio oggetto di registrazione contabile deve essere esplicitamente definita e che la relazione esistente con la rispettiva controparte esterna deve essere chiaramente specificata.
Il principio della continuità
La contabilità presuppone che l’impresa continuerà la propria attività indefinitamente.
Il principio del costo storico
Stabilisce che la valutazione delle voci di bilancio si deve basare sul costo di acquisizione o di scambio del bene.
Il principio di realizzazione
Stabilisce che possono essere registrati solo i risultati finanziari di eventi già verificatisi. Questo principio quindi esclude il riconoscimento di un guadagno basato sul semplice apprezzamento del valore di mercato di un’attività detenuta dall’azienda.
Il principio di corrispondenza
Afferma che il reddito è calcolato sulla base di ricavi correlati a costi dello stesso periodo e sostenuti in relazione a tali ricavi.
Il principio di competenza
Asserisce che si deve tenere conto dei proventi e degli oneri dell’esercizio al quale essi si riferiscono.
Il principio di comparabilità
Stabilisce che i criteri di valutazione non devono essere modificati da un esercizio all’altro, al fine di rendere confrontabili i vari bilanci nel tempo.
Il principio di trasparenza
Richiede che i rendiconti finanziari presentino tutte le informazioni utili e necessarie a evitare interpretazioni ingannevoli dei dati presentati.
Il principio di prevalenza della sostanza sulla forma
Enfatizza la sostanza economica degli eventi anche se la loro forma legale può suggerire un differente risultato.
Il principio della prudenza
Afferma che nelle registrazioni contabili si deve tenere conto dei rischi e dell’incertezza relativi all’esercizio considerato.
Lo stato patrimoniale
Lo stato patrimoniale è un prospetto che fornisce informazioni sulle attività, sulle passività e sul patrimonio netto di un’organizzazione a una certa data (in genere l’ultimo giorno del periodo contabile o fiscale). La forma dello stato patrimoniale riflette la fondamentale equazione contabile: attività = passività (debiti dell’azienda verso creditori esterni, ossia diversi dai suoi proprietari) + capitale netto (debito dell’azienda verso i suoi stessi proprietari, gli azionisti nel caso di una società per azioni). L’attivo rappresenta le risorse economiche che possono fornire potenziali servizi futuri all’organizzazione. (Ad esempio, una data casa rappresenta un’attività del valore di 150 milioni; l’ipoteca di 50 milioni da cui è gravata rappresenta la passività – debito verso la banca– e il capitale netto del suo proprietario ammonta quindi a 100 milioni).
Le attività sono classificate in correnti e a lungo termine.
Le attività correnti sono quelle che possono essere convertite in denaro entro un anno, fra cui i crediti esigibili, le scorte e i titoli a breve termine. Le attività a lungo termine includono le immobilizzazioni materiali, come immobili, impianti e macchinari, e le proprietà e immobilizzazioni immateriali, quali brevetti e marchi. Le passività sono rappresentate da obbligazioni della società verso terzi, ad esempio i fornitori o il personale. Le passività correnti sono rappresentate da somme che devono essere pagate entro un anno, quali salari e stipendi, tasse, prestiti a breve termine e debiti verso fornitori. Le passività a lungo termine si riferiscono a debiti con scadenza superiore a un anno, come titoli obbligazionari e mutui. Alle passività corrispondono diritti di terzi sulle attività aziendali, mentre il patrimonio netto rappresenta le attività dell’azienda di pertinenza dei suoi proprietari (azionisti).
Il conto economico
Il conto economico evidenza i ricavi e i costi sostenuti dall’azienda in un determinato periodo di tempo, ad esempio tre mesi o un anno. I ricavi sono introiti derivanti dalle operazioni aziendali di vendita di merci o prestazioni di servizi. I costi sono oneri sostenuti dall’azienda per acquistare i fattori produttivi necessari alla propria attività.
Un ricavo viene registrato nel periodo fiscale in cui si verifica; una spesa figura invece nel conto del reddito del periodo in cui si è verificato il ricavo che la stessa spesa ha contribuito a determinare.
Altri aspetti finanziari







